Bagni pubblici. Ecco la situazione in Italia

Bagni pubblici. Ecco la situazione in Italia

Chi soffre di incontinenza urinaria tende a pianificare le uscite e le attività fuori di casa a seconda della disponibilità di bagni pubblici; purtroppo però, almeno nel nostro Paese, non è così facile trovare servizi igienici a disposizione dei passanti e le toilette degli esercizi commerciali non sono a disposizione di tutti, lo sapevate?

La carenza di bagni pubblici sul territorio italiano è un grave disagio per tutti coloro che soffrono di perdite di urina: se vengono a mancare i servizi igienici a disposizione di chi ne ha bisogno viene a mancare anche la libertà della persona incontinente di potersi muovere fuori dalle mura domestiche in autonomia e senza eccessive preoccupazioni.

Le toilette pubbliche in Italia sono poche (anche nelle principali città e mete turistiche): una mappa indicativa (ma liberamente editabile e in continuo aggiornamento) è consultabile da questo sito tuttavia, vista la situazione attuale, sempre più persone che hanno urgenza di recarsi ai servizi devono fare affidamento sugli esercizi commerciali della zona. Purtroppo, anche questo non sempre è possibile!

Infatti, per legge, i servizi igienici all’interno di bar, ristoranti, gelaterie, etc. sono a disposizione unicamente del personale e dei clienti paganti: la normativa attuale non prevede eccezioni per chi è affetto da patologie come l’incontinenza quindi il gestore di un esercizio che si rifiuta di far utilizzare il bagno a un passante che non ha comprato nulla è nel suo pieno diritto di farlo.

Fortunatamente si viene considerati “clienti paganti” anche quando l’acquisto effettuato presso la struttura è minimo: basta un caffè, una bottiglietta d’acqua, una pacchetto di gomme da masticare, etc.

Anche qui, però, può capitare di imbattersi in strutture sprovviste di servizi igienici a disposizione dei clienti (in questo caso si troverebbero in una situazione irregolare poiché, per legge, tutti gli esercizi pubblici devono avere un bagno e metterlo gratuitamente a disposizione dei clienti).

Altrimenti si può ripiegare sui bagni delle stazioni dei treni o degli autobus – spesso però a pagamento e di frequente non molto puliti – mentre la situazione migliora se, per esempio, ci troviamo in un centro commerciale: qui i servizi igienici sono sempre presenti e possono essere utilizzati da tutti, a prescindere dall’aver effettuato acquisti nei negozi della struttura.

Sappiamo anche che la legge punisce chi espleta i propri bisogni fisiologici in un luogo pubblico(strada, parco, etc.) per “atti contrari alla pubblica decenza”; tuttavia, ci possono essere delle attenuanti per chi soffre di patologie che causano difficoltà a trattenere l’urina.

Una persona incontinente che viene colta dal bisogno impellente di fare pipì e non ha a disposizione un servizio igienico di cui usufruire può farla in un luogo pubblico sempre che vengano rispettate le seguenti condizioni:

  • trovarsi in un luogo appartato, quindi lontano dagli sguardi delle altre persone;
  • non sporcare proprietà private come automobili, facciate di palazzi, etc.;
  • avere con sé un certificato medico da esibire alle autorità nel caso di venire “colti sul fatto”.

Ricordiamo comunque che queste attenuanti non sono previste dalla legge ma vanno a discrezione dell’autorità (che in passato in questi casi più di una volta si è dimostrata clemente).

Le associazioni che si battono per i diritti degli incontinenti in Italia da anni lottano affinché il numero di bagni pubblici su tutto il territorio nazionale sia incrementato per permettere a chi soffre di perdite di urina di poter avere a disposizione servizi igienici di cui usufruire.

Al momento in cui scriviamo, però, la situazione non è delle migliori quindi – sperando che nel futuro ci siano dei cambiamenti in positivo – per ora è necessario arrangiarsi informandosi sulle alternative e disposizione e prendendo tutti gli accorgimenti del caso.

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